Amianto, nelle scuole piccoli esposti crescono

Amianto, nelle scuole piccoli esposti crescono

 

Fonte MetroNews 27 Aprile 2015

Roma. Nella maggior parte dei casi si trova sui tetti, nelle intercapedini delle pareti. Tanto che ad esempio all’Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci di Firenze è vietato appendere chiodi, graffiare le pareti, perfino chiudere violentemente porte e finestre, perchè dai muri potrebbero fuoriuscire fibre di amianto (o asbesto).
Il pericolo arriva a scuola, l’ambiente che dovrebbe essere sicuro per eccellenza, dove i bambini trascorrono molte ore al giorno, tutti i giorni. Un allarme che arriva dall’Osservatorio nazionale amianto nel giorno della commemorazione delle vittime dell’amianto.

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, sul territorio nazionale in più di 2.400 scuole ci sarebbero materiali che contengono amianto e che costituiscono una fonte di rischio per la salute di più di 350.000 alunni e di 50.000 dipendenti del Ministero dell’Istruzione, senza considerare gli altri edifici pubblici e alcune università.

Una bonifica che non è mai iniziata in maniera massiccia: «Il Governo Renzi, nel momento del suo insediamento si era affannato a promettere la messa in sicurezza delle scuole, e la bonifica dell’amianto: dopo più di un anno non si è fatto nulla». Insomma, piccole vittime crescono? «E spesso nessuno ne è consapevole: nè gli insegnanti, nè i genitori, nè i presidi. Per questo come Osservatorio amianto mettiamo a disposizione i nostri esperti per screening gratuiti nel tempo. Perchè d’amianto si muore, anche a distanza di 30 o 40 anni».

La commemorazione
Oggi, come ogni 28 aprile,  è la giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Per celebrare la X giornata mondiale delle Vittime dell’amianto, domani dalle 9, si terrà un incontro al Senato organizzato dal Coordinamento nazionale amianto, di cui fa parte anche Legambiente.

E dopo la bonifica, dove lo metto?
Sono pochi infatti gli interventi di bonifica realizzati ad oggi, secondo Legambiente: 27.020 edifici tra pubblici e privati; lenti quelli in corso: 26.868; molti quelli ancora da iniziare, tanto che di questo passo si stimano non meno di 85 anni per completare le bonifiche.
Ma certo sarà difficile risolvere il problema amianto: attualmente le regioni dotate di almeno un impianto di smaltimento sono 11, per un totale di 24 impianti (5 in Sardegna, 4 in Piemonte e Toscana, 2 in Emilia, Lombardia e Basilicata, 1 in Abruzzo, Friuli, Liguria, Puglia e la provincia autonoma di Bolzano), con volumetrie residue insufficienti a garantire un corretto smaltimento dei materiali che ancora oggi finiscono al 75% in discariche fuori dai nostri confini.
Nel marzo del 2013, i ministeri della Salute, del Lavoro e dell’Ambiente hanno approvato il Piano Nazionale Amianto: ma è ancora fermo in Conferenza Stato Regioni.