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Mappatura dell'amianto
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha attribuito, ai sensi del comma 4 dell’art.1 del D.M. 101/2003 (“Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio procede con proprio decreto all’attribuzione delle risorse per la mappatura a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano”) le risorse finanziarie per la mappatura dell’amianto. Per la mappatura dell’amianto l’Assessorato Territorio Ambiente e OO.PP. della Regione Autonoma Valle d’Aosta, ha ritenuto necessario avvalersi della collaborazione dell’ARPA per le specifiche conoscenze e capacità tecniche in materia. Per tale motivo, con Deliberazione della Giunta Regionale 17 Novembre 2006 No. 3430 “Affido di incarico, ai sensi dell’art.3, commi 3 e 4, della L.R. 18/98, all’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (ARPA) per la realizzazione della mappatura dell’amianto ai sensi del Decreto 18 Marzo 2003 No. 101. Impegno di spesa”, è stato affidato all’ARPA l’incarico per la predisposizione e la redazione della mappatura dell’amianto. La mappatura ha come finalità quella di evidenziare i siti nei quali è riscontrata la presenza di amianto, ovvero l’utilizzo di materiali che lo contengono, includendo nell’analisi i siti nei quali la presenza di amianto è dovuta a cause naturali.
Individuazione delle Coperture di Amianto e Mappatura Tematica sperimentata in PUGLIANegli anni ‘60 e ’70 venne utilizzato l’amianto come materiale per la costruzione di tetti e per l’isolamento di altre parti di edifici ed abitazioni. Quando venne provato che questo materiale era pericoloso per la salute umana, l’uso venne abbandonato ed ora è importante creare delle mappe che mostrino dove si trovano tetti costruiti con questo materiale, per poter monitorare ed eventualmente sostituirli o porvi rimedio. Lo scanner Mivis con i suoi 102 canali, è in grado di definire la firma spettrale di molti materiali, fra cui l’amianto, e individuarne geograficamente la presenza; per questo motivo sono stati condotti molti studi per dimostrare questa possibilità , ed è stata eseguita un’applicazione su un’intera regione, la Puglia appunto. Il Ministero degli Interni, nel quadro di un progetto generale per la sicurezza nazionale ed il controllo ambientale, ha programmato un volo sulla regione Puglia alla quota di 2500 metri (dimensione pixel 5m) che è stato utilizzato per la localizzazione dell’amianto. Il risultato finale di questa attività è un database dell’intera regione, contenente l’indicazione di tutti i tetti che contengono questo materiale, mentre sono state svolte attività a terra per controllare il risultato finale.
A seguire una parte del testo PRAL che parla della mappatura nella regione Lombardia: Sono state eseguite sino a oggi in Italia numerose mappature delle coperture in cemento amianto tra le quali:
Questi rilievi hanno confermato l'elevata accuratezza con la quale è possibile identificare il cemento-amianto. Il telerilevamento dovrebbe coprire la
fascia del territorio regionale fino a 450 metri sul livello del mare, in
quanto rispetta i limiti operativi per la ripresa aerea e copre una gran
parte delle aree antropizzate regionali, comprendendo l'area di pianura,
tutte le principali valli industrializzate (Valtellina, Val brembana, Val
Seriana, Val Trompia, Val canonica) e una porzione considerevole dell'Oltrepo
Pavese. Il telerilevamento consente di produrre una cartografia tematica georeferenziata aggiornata e dettagliata della presenza di coperture in cemento-amianto che potrà essere utilizzata come base di riferimento per:
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